lunedì 30 aprile 2012

Secondo il New York Times, Apple “eluderebbe” miliardi di dollari di imposte!




The New York Times ha accusato Apple di “evadere” miliardi di dollari in tasse attraverso la creazione di società controllate negli Stati tax-free o low-tax, vale a dire Paesi in cui non ci sono tasse o la pressione fiscale è bassissima. Apple, con sede a Cupertino, in California, utilizza un piccolo ufficio nel Nevada per gestire ed investire i suoi profitti e proprio grazie a questo sistema è in grado di bypassare un tasso pari all’8.84% (l’imposta in California imposta sulle società). La società che fa capo ad Apple nel Nevada si occupa di gestione patrimoniale e si chiama Braeburn Capital.
Dopo questa sorta di inchiesta condotta dal New York Times, Apple ha dichiarato di pagare una quantità enorme di tasse, che aiutano i governi locali, statali e federali. Nella prima metà dell’anno fiscale 2012 le operazioni negli Stati Uniti hanno generato quasi 5 miliardi di dollari in imposte sul reddito, comprese le imposte sul reddito trattenute sui guadagni dei dipendenti. “Questo ci rende tra i migliori contribuenti delle imposte sul reddito degli Stati Uniti”.
In realtà, è difficile misurare quanto Apple e altre aziende sborsino in tasse perché le multinazionali non sono tenute a rivelare pubblicamente l’importo delle imposte pagate. Anche se Apple non ha rivelato nulla a riguardo, nel suo ultimo rapporto annuale si evince che ha pagato ben 8.3 miliardi di dollari di tasse in tutto il mondo.
L’azienda di Cupertino sostiene che la sua politica fiscale è del tutto trasparente e che le sue operazioni si svolgono in maniera legale: ha condotto tutta la sua attività con i più alti standard etici, rispettando le leggi vigenti e le regole contabili. Tuttavia, come qualcuno sottolinea, Apple paga tasse in Lussemburgo (le più basse) invece di pagarle in Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia e molti altri Paesi. Il “trucco” sta in un concetto molto semplice: se acquisto in Lussemburgo, il “rapporto fiscale” avviene proprio in quel Paese. Ecco spiegato il perchè la “roccaforte” europea di Apple ha sede lì.
Da tenere presente anche un interessante inchiesta svolta dal sole 24 ore un mese fa in cui si evidenziava il fatto che, se apple fosse italiana, le tasse avrebbero mangiato un quarto della cassa in cinque anni. Essendo la pressione fiscale italiana tra le più elevate al mondo, in media il 58%, avrebbe versato nei soli ultimi cinque anni qualcosa come 25 miliardi di dollari di tasse in più erodendo un quarto dell’attuale cassa che verrebbe del tutto azzerata se allungassimo l’orizzonte temporale.
L’inchiesta segnala che attraverso metodi legali la casa della Mela attribuisce all’estero il 70% degli utili. Apple ha quasi 40 anni di storia ed è stata tra le prime a sperimentare tecniche per ottenere vantaggi fiscali oltre i confini degli Usa. Vantaggi del tutto legali, ripetiamo, che permettono all’azienda si avere 47 mila dipendenti, di creare un indotto lavorativo impressionante, di versare milioni di dollari ad organizzazioni no profit e ad università americane.

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