Secondo il New York Times, Apple “eluderebbe” miliardi di dollari di imposte!
The New York Times ha accusato
Apple di “evadere” miliardi di dollari in tasse attraverso la creazione
di società controllate negli Stati tax-free o low-tax, vale a dire Paesi
in cui non ci sono tasse o la pressione fiscale è bassissima. Apple, con sede a Cupertino, in California, utilizza un piccolo ufficio nel Nevada per gestire ed investire i suoi profitti e
proprio grazie a questo sistema è in grado di bypassare un tasso pari
all’8.84% (l’imposta in California imposta sulle società). La società
che fa capo ad Apple nel Nevada si occupa di gestione patrimoniale e si
chiama Braeburn Capital.
Dopo questa sorta di inchiesta condotta dal New York Times,
Apple ha dichiarato di pagare una quantità enorme di tasse, che aiutano
i governi locali, statali e federali. Nella prima metà dell’anno
fiscale 2012 le operazioni negli Stati Uniti hanno generato quasi 5 miliardi di dollari in imposte sul reddito, comprese le imposte sul reddito trattenute sui guadagni dei dipendenti. “Questo ci rende tra i migliori contribuenti delle imposte sul reddito degli Stati Uniti”.
In realtà, è difficile misurare quanto
Apple e altre aziende sborsino in tasse perché le multinazionali non
sono tenute a rivelare pubblicamente l’importo delle imposte
pagate. Anche se Apple non ha rivelato nulla a riguardo, nel suo ultimo
rapporto annuale si evince che ha pagato ben 8.3 miliardi di dollari di tasse in tutto il mondo.
L’azienda di Cupertino sostiene che la
sua politica fiscale è del tutto trasparente e che le sue operazioni si
svolgono in maniera legale: ha condotto tutta la sua attività con i più
alti standard etici, rispettando le leggi vigenti e le regole contabili.
Tuttavia, come qualcuno sottolinea, Apple paga tasse in Lussemburgo (le
più basse) invece di pagarle in Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia e
molti altri Paesi. Il “trucco” sta in un concetto molto semplice: se
acquisto in Lussemburgo, il “rapporto fiscale” avviene proprio in quel
Paese. Ecco spiegato il perchè la “roccaforte” europea di Apple ha sede
lì.
Da tenere presente anche un interessante
inchiesta svolta dal sole 24 ore un mese fa in cui si evidenziava il
fatto che, se apple fosse italiana, le tasse avrebbero mangiato un
quarto della cassa in cinque anni. Essendo la pressione fiscale italiana
tra le più elevate al mondo, in media il 58%, avrebbe versato nei soli
ultimi cinque anni qualcosa come 25 miliardi di dollari di tasse in più
erodendo un quarto dell’attuale cassa che verrebbe del tutto azzerata se
allungassimo l’orizzonte temporale.
L’inchiesta segnala che attraverso
metodi legali la casa della Mela attribuisce all’estero il 70% degli
utili. Apple ha quasi 40 anni di storia ed è stata tra le prime a
sperimentare tecniche per ottenere vantaggi fiscali oltre i confini
degli Usa. Vantaggi del tutto legali, ripetiamo, che permettono
all’azienda si avere 47 mila dipendenti, di creare un indotto lavorativo
impressionante, di versare milioni di dollari ad organizzazioni no
profit e ad università americane.
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